In Italia vengono introdotte con continuità nuove misure agevolative, sia a livello regionale sia nazionale, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo economico, incentivare gli investimenti e promuovere settori considerati strategici. Tali strumenti sono spesso soggetti a finestre temporali di accesso e subordinati al rispetto di specifici requisiti. Per imprese e investitori è quindi fondamentale monitorare costantemente le opportunità disponibili e valutarne tempestivamente l’integrazione nella propria pianificazione strategica, finanziaria e operativa.

Di seguito si illustrano due misure agevolative attualmente disponibili, rispettivamente di livello regionale e nazionale, di particolare interesse per gli investitori.

L.A.N.D. – Agevolazioni per investimenti in Lombardia

Con la misura L.A.N.D., Regione Lombardia ha introdotto uno strumento volto a sostenere le imprese nell’insediamento o nell’espansione delle proprie attività sul territorio regionale. L’iniziativa mira ad attrarre nuovi investimenti e a rafforzare, nel lungo periodo, la competitività del sistema economico lombardo.

La misura si rivolge a società di capitali operative da almeno 24 mesi e con un fatturato annuo superiore a euro 10 milioni. È inoltre richiesto un investimento minimo pari a euro 10 milioni.

L’agevolazione è concessa sotto forma di finanziamento a medio-lungo termine, di importo compreso tra euro 1 milione ed euro 15 milioni. La durata può arrivare fino a 84 mesi per i finanziamenti chirografari e può essere estesa fino a 20 anni in presenza di garanzia ipotecaria. È inoltre previsto un periodo di preammortamento fino a 24 mesi. Il tasso di interesse è determinato sulla base dell’Euribor, maggiorato di uno spread variabile in funzione del merito creditizio del beneficiario.

Sono ammissibili, in particolare, progetti relativi a settori strategici quali industria, logistica, data center, ricerca e sviluppo, servizi alle imprese e strutture ricettive, incluso lo student housing.

La procedura di presentazione delle domande segue un meccanismo “a sportello”, secondo l’ordine cronologico di invio. Ne consegue che la tempestiva predisposizione e presentazione della domanda assume un ruolo determinante.

Contributi nazionali per alloggi universitari

Accanto agli strumenti regionali di sostegno agli investimenti, il Governo italiano ha introdotto una misura agevolativa specificamente destinata alla messa a disposizione di nuovi posti letto presso alloggi e residenze per studenti universitari.

Diversamente dalle tradizionali agevolazioni finalizzate alla realizzazione di investimenti immobiliari, il contributo non finanzia costi di costruzione, ristrutturazione o altri interventi edilizi. Si tratta, invece, di un contributo a fondo perduto volto a compensare i minori ricavi derivanti dall’applicazione di canoni a tariffa ridotta nei primi anni di gestione.

Possono presentare domanda i soggetti gestori, o promittenti tali, di alloggi o residenze universitarie, tra cui imprese, operatori economici ai sensi del Codice dei contratti pubblici, soggetti privati di cui alla Legge n. 338/2000 ed enti pubblici.

La misura è finalizzata alla creazione di nuovi posti letto e mira, in particolare, a favorire l’offerta di soluzioni abitative accessibili per studenti universitari. A tal fine, almeno il 30% dei posti letto deve essere riservato a studenti fuori sede capaci e meritevoli, ai quali devono essere applicati canoni ridotti per i primi tre anni. Il contributo è quindi destinato a compensare, almeno in parte, i minori ricavi da locazione derivanti dall’applicazione di tali condizioni agevolate.

L’importo del contributo è, in via ordinaria, pari a euro 19.966,66 per ciascun nuovo posto letto, con importi ridotti in specifiche ipotesi di ripresentazione delle domande.

Sono previsti requisiti stringenti in relazione agli immobili oggetto dell’intervento. Gli immobili devono essere già nella disponibilità del soggetto richiedente oppure essere oggetto di procedure di acquisizione già avviate; devono inoltre essere situati all’interno o in prossimità di capoluoghi di provincia ed essere facilmente raggiungibili da una o più sedi universitarie.

È inoltre richiesta la destinazione d’uso prevalente degli immobili ad alloggio o residenza per studenti universitari per un periodo vincolato di 12 anni. Gli immobili devono consentire la realizzazione di almeno 18 posti letto, anche frazionati, purché all’interno dello stesso edificio o in edifici contigui.

Ringraziamo il nostro socio premium LCA – Studio Legale per il contributo. Per maggiori informazioni: angelika.mascotti@lcalex.it

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