Intervista de “L’Unità” al Presidente ITKAM Emanuele Gatti.

L’ opinione del Presidente su elezioni tedesche e recenti decisioni di Draghi nell’articolo del 12 marzo dal titolo: “Tedeschi arrabbiati, ma sul voto non peserà la mossa della Bce”. 

«Draghi nel mirino della stampa tede­sca? Credo che il presidente della Bce non si stupisca e sappia fare fronte alle critiche sia dal punto divista tec­nico che mediatico. Le preoccupa­zioni sull’economia della zona euro esistono, sono fondate e quindi generano reazioni». A sostenerlo è Emanuele Gatti, Presidente della Camera di Commercio Italiana per la Germania, dove Gatti vive da 16 anni. «Le critiche puntano sul fatto che le misure proposte non aiutano l’economia tedesca direttamente».

Gatti, secondo lei perché i tedeschi sono così arrabbiati?

«O forse: perché escono quei titolo­ni sui giornali? Anche in Germa­nia bisogna vendere copie….Però comunque motivi psicologici si mischiano a valutazioni tecniche. Per l’ortodossia economica tassi di interesse negativi sono una bestemmia. Si pensa che in un ambiente di consumatori che teme la deflazio­ne questo aspetto psicologico por­ti il consumatore ad attendere ulte­riormente a spendere. Inoltre, aspet­to di non poco conto sono i tassi sulle pensioni private, elemento essenziale del welfare introdotto dalle riforme Rosso-verdi di Schroeder. Per il meccanismo tecnico su cui si basano le pensioni integrative aziendali (la maggior parte delle pensioni private) se i rendimenti sono bassi allora le aziende devono aumentare i versamenti, aumentando il costo del lavoro e riducendo quindi i vantaggi dovuti ai tassi bassi sui finanziamenti bancari».

Draghi è stato accusato dai tedeschi di avere aiutato le banche italiane in quanto italiano. Secondo lei, questo potrebbe creare problemi tra i due paesi, anche da un punto di vista commerciale?

«Non credo. Le relazioni bilaterali sono basate sia su scambi commerciali che su investimenti esteri. I settori di attività sono molto specialistici. Non si creda infatti che l’agroalimentare sia il più importante settore. Nella meccanica o nella farmaceutica la scelta del fornitore non dipende dalle mosse della Bce ».

Domenica si vota in tre Laender, un voto che è considerato una sorta di referendum sulla Merkel. “Super Mario” irrompe nella campagna elettorale?

«La tematica AfD (il partito euroscettico di destra, ndr.), disillusione e critica dell’Euro, sono da sempre presenti nella discussion e nelle campagne elettorali. La scorsa settimana in Assia si sono svolte le comunali per importantissime città come Francoforte. Il 15% di voti a AfD in alcune città è stato preso ben prima della mossa Bce. I temi sono altri e riguardano migranti, sicurezza ed in generale opposizione alle scelte della Cancelliera».

Merkel tace ma, Schaeuble, ha fatto trapelare il suo malumore… secondo lei ci sono due posizioni all’interno del governo?

«L’ idea che in Germania ci sia una sola linea di pensiero monolitica, cioè quella della cancelliera, è molto superficiale e spesso falsa. La discussione è molto democratica ed all’interno della coalizione dl governo ci sono vedute a volte giustamente contrastanti essendo nel governo rappresentati 3 partiti: 2 raggruppati nell’Unione (Csu+Cdu) e socialisti dell’SPD. Non mi meraviglia che il ministro delle Finanze possa avere opinioni diverse dalla cancelliera, che democraticamente troverà la sintesi. Questo in Italia non viene ben spiegato nelle analisi politiche. Inoltre Merkel ha un ruolo ben preciso ed importante nella dialettica europea che un suo ministro non ha: la cancelliera infatti pur difendendo strenuamente e giustamente gli interessi tedeschi è un grandissima europeista. Inoltre, non è nello stile di comunicazione della Merkel esprimersi senza la certezza che le sue opinioni non siano confutabili dal punto di vista tecnico. Quindi in alcuni casi non avendo la certezza, non si esprime».

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