Riforma della scuola. Il valore della formazione duale.

 

Foto Gatti Presidente ITKAM e Mogherini 2015L’articolo di Emanuele Gatti, Presidente ITKAM, pubblicato oggi su Il Rottamatore: la riforma della scuola e la formazione duale tedesca.

La riforma della scuola sta per essere approvata, ci auguriamo. In questi giorni se ne discute animatamente fuori e dentro le aule parlamentari. Il primo punto menzionato sulla lavagna dal Premier Renzi durante la presentazione della Riforma è stato quello dell’alternanza scuola/lavoro che rappresenta un elemento essenziale non solo per il futuro educativo d’intere generazioni, ma anche per il futuro economico del Paese. Infatti, tutte le statistiche internazionali dicono che la formazione secondaria (ed anche universitaria) italiana è carente nel fornire competenze necessarie per accedere al mondo del lavoro e non tanto nell’educare formalmente. Il che significa che o lo studente investe in formazione pratica dopo la fine della scuola o difficilmente trova lavoro. Il tutto è anche testimoniato dall’altissima percentuale di disoccupazione giovanile.

La riforma prevede quindi un percorso di alternanza scuola-lavoro, che dovrebbe colmare questa lacuna formativa. Il legislatore ha guardato ad esempi internazionali di successo e quindi spesso si fa riferimento al sistema cosiddetto duale, da centinaia di anni in uso in Germania, Austria, Svizzera ed anche in casi estremamente limitati in Italia. Tale sistema prevede l’integrazione della formazione scolastica formale con l’esperienza teorica e pratica presso aziende opportunamente abilitate divenendo uno specifico percorso formativo.

Il termine “alternanza scuola-lavoro” non rende minimamente il concetto della dualità degli ambiti che si integrano, nel modello “tedesco”, come Yin e Yang, sinergizzandosi per ottenere una formazione curriculare molto specifica. Una commissione federale aggiorna regolarmente i circa 350 curricula, per adattarli alle continue nuove esigenze del mondo del lavoro. La formazione nelle aziende avviene in luoghi opportuni, ispezionati ed autorizzati con un rigoroso processo, da certificatori delle Camere di Commercio locali adeguatamente qualificati. Le Camere di Commercio, infatti, autorizzano su richiesta le aziende a svolgere la formazione duale e ne tengono opportuna documentazione. Non esiste un’autorizzazione “tout-court”, ma essa è molto specifica, relativa alla qualificazione dell’Istruttore e al profilo professionale. Come già detto, infatti, la formazione pratica non solo fornisce la conoscenza de visu del mondo del lavoro, ma prevede una precisa tutorship da parte dell’azienda e dell’istruttore, che si cura anche di una parte della formazione teorica in azienda. Le attività che il candidato svolgerà devono corrisponderestrettamente al curriculum del suo profilo professionale.

La Comunità assegna grande valore sociale e prestigio sia all’azienda sia all’Istruttore che abbiano portato i candidati a superare egregiamente l’esame finale – centralizzato e contemporaneo a livello federale – che chiameremmo “maturità duale”. Un Ente terzo, cioè la Camera di Commercio territoriale, garantisce la rispondenza di tutto il processo alle normative esistenti, l’idoneità dei luoghi di formazione, la qualifica del formatore, lo svolgimento della formazione, l’autorizzazione delle aziende e lo svolgimento degli esami, contemporanei in tutta la Germania su temi stabiliti centralmente. Con ciò, le Camere di Commercio forniscono un essenziale servizio ai propri associati, che si aspettano dalla formazione duale di ottenere personale qualificato per le esigenze del mondo del lavoro in continua evoluzione. Inoltre, la standardizzazione da’ al lavoratore un grande vantaggio per la sua mobilità in aziende simili che richiedano il suo profilo professionale. Anche i Sindacati svolgono un ruolo fondamentale, sia vigilando che la formazione quotidiana avvenga senza distorsioni (soprattutto perché gli studenti potrebbero essere fragili e condizionabili), sia partecipando alla fase di orientamento professionale del candidato che verrà sollecitato a fare le sue scelte non solo a breve, ma pensando ad una intera vita lavorativa. Quindi, senza la vigilanza di Camere di Commercio e Sindacati il Sistema Duale presenterebbe facile opportunità di manipolazione.

Come è evidente, il sistema duale è “studentecentrico” perché ha come unico scopo quello di permettere un immediato ingresso del ragazzo o la ragazza nel mondo del lavoro fornendo un adeguato orientamento professionale e una competenza aggiornata alle esigenze del mercato. Come disse tempo fa la Ministra del Lavoro tedesca Andrea Nahles a Roma in un incontro pubblico col Ministro Poletti proprio su questo tema “È strano come voi parliate sempre di scuola e mai di lavoro”. Non dobbiamo “copiare”, non dobbiamo prendere tout court altri modelli, ma dobbiamo adattarli alle necessità italiane, sapendo però, che quando parliamo di giovani e di “sistema duale”, ci confrontiamo con la Germania che ha una disoccupazione giovanile del 6/7%, contro il nostro 40%. Ci sarà un motivo per cui la disoccupazione giovanile è uguale od inferiore alla media totale? Per le giovani generazioni di oggi e di domani abbiamo quindi il dovere di fare il nostro meglio, senza superficialità, senza slogan, senza inutili muri, cercando strumenti efficaci a garantire idonee competenze per entrare velocemente nel mondo del lavoro e per tenersi aggiornati nel corso della carriera lavorativa.

Emanuele Gatti

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