Luciano Rizzi: "Per investire l'Italia è il più sicuro e dinamico mercato agricolo dell'Europa Mediterranea"

FotoEnnevi_Energie_rinnovabiliFotoEnnevi_Energie_rinnovabili_1

Dall’agricoltura sostenibile alle tecnologie rinnovabili, dall’allevamento alle macchine agricole. Fieragricola, la Fiera internazionale dell’agricoltura di Verona, promette quest’anno ancora più trasversalità. 

Per presentare la 111esima edizione, che si terrà alla Fiera di Verona dal 6 al 9 febbraio, abbiamo intervistato Luciano Rizzi, brand manager di dell’evento.

Dati e opinioni sul mercato dell’agricoltura italiano

Prima di pubblicare l’intervista integrale, riportiamo qui tre interessanti punti di quanto ci ha detto Rizzi sul mercato agricolo italiano e sulle sue potenzialità:

  1. Energie rinnovabili in agricoltura: a fine 2012 l’ Italia – con 850 impianti in funzione e un fatturato complessivo di 2,5 miliardi di euro, e un potenziale di produzione annuo di 5,6 miliardi di metri cubi di combustibile verde – si colloca al secondo posto in Europa dietro la Germania, che può contare ormai più di 7mila impianti di biogas e soprattutto su un’industria tecnologicamente all’avanguardia nel settore [dati Osservatorio sulle Agroenergie]
  2. L’agroalimentare, in una visione più ampia, sta vivendo un momento positivo, trascinato dall’immagine che il Made in Italy è riuscito a conquistare, grazie alla propria qualità.
  3. L’Italia rimane il più sicuro e dinamico mercato dell’Europea mediterranea agricola nel quale investire con la garanzia di un ritorno profittevole

Luciano Rizzi: “essere presenti a Fieragricola per capire come innovare e investire”

Luciano Rizzi

Fieragricola viene definita “International Agricultural Technologies Show”. Ci può illustrare quali sono i principali settori espositivi?

Una premessa, necessaria per inquadrare Fieragricola: la trasversalità. Ci rivolgiamo infatti ad  agricoltori, allevatori, mangimisti, imprenditori dell’ospitalità rurale e delle agro-energie, veterinari, contoterzisti, dealer di macchine agricole. E questo è un punto di forza per la nostra manifestazione.

Quanto ai settori espositivi presenti, vorrei sottolineare che il nuovo layout espositivo è stato rinnovato, per semplificare al visitatore il percorso di visita.

Il padiglione 1 ospiterà la multifunzione dell’azienda agricola, i servizi e i prodotti per l’agriturismo.

Nel padiglione 2 sono collocate le aree sull’agricoltura sostenibile con il settore dei fertilizzanti, gli agrofarmaci e le sementi oltre ad uno spazio sulle colture protette, la fertirrigazione, la serra e le colture fuori suolo (una opportunità sicura di fare business che può trovare spazio anche in Austria e Germania).

Nell’area speciale delle colture fuori serra si potranno trovare film plastici, serre, impiantistica, banchi di fertirrigazione/climatizzazione, substrati, centraline meteo, sensori, attrezzature per fumigazione, microrganismi antagonisti, sementi, piantine, portainnesti, fertilizzanti ed agro-farmaci specifici. Saranno sviluppate, nella parte convegnistica, tre tematiche cruciali per il settore: le serre, la sostenibilità e l’innovazione (la tecnologia al servizio della produttività e della sostenibilità); patologie delle colture in serra (fari puntati alle migliori soluzioni fitopatologiche); sicurezza sul lavoro nel settore orto-florovivaistico (una delle scommesse da portare a termine con successo).

Il padiglione 3 sarà interamente dedicato a tutte le energie rinnovabili in agricoltura (fotovoltaico, solare, eolico, mini-idro, biomasse solide e vegetali, co-generazione, ri-generazione), con una elevata attenzione al biogas. D’altronde, secondo i dati dell’Osservatorio sulle Agroenergie, a fine 2012 l’ Italia – con 850 impianti in funzione e un fatturato complessivo di 2,5 miliardi di euro, e un potenziale di produzione annuo di 5,6 miliardi di metri cubi di combustibile verde – si colloca al secondo posto in Europa dietro la Germania, che può contare ormai più di 7mila impianti di biogas e soprattutto su un’industria tecnologicamente all’avanguardia nel settore.

I padiglioni 6 e 7 ospiteranno la meccanica agricola “pesante” e le attrezzature, con una vasta esposizione delle più innovative case produttrici internazionali. Si potranno trovare a Fieragricola trattrici e moto agricole; macchine per la lavorazione del terreno, la semina, la concimazione; macchine e attrezzature per l’irrigazione; macchine per la protezione delle colture, i trattamenti e per la potatura; macchine per la raccolta; macchine per il trasporto, la prima lavorazione, lo stoccaggio e la conservazione del prodotto agricolo; strutture, serre e impiantistica; gestione del verde, attrezzature forestali e macchine per la bonifica del terreno.

Il padiglione 8 sarà quello della zootecnia “live”, con il ring per le manifestazioni internazionali: la competizione europea della razza Bruna e l’International Open Holstein Show. Animali, ma anche grande attenzione alla genetica animale, che vede i tori italiani ai primi posti nei ranking mondiali per i principali fattori genomici. Forte potenziamento anche delle sezioni dei bovini da carne e della suinicoltura, comparto che oggi sta vivendo una fase di euforia dei prezzi e che rappresenta uno dei punti di forza della zootecnia tedesca.

I padiglioni 10 e 11 saranno invece incentrati su attrezzature, macchinari e prodotti per l’allevamento e da un’area Forum dedicata alle tematiche del salone zootecnico, sempre più uno dei pilastri di Fieragricola.

I padiglioni 4 e 5 saranno interamente dedicati a vigneto e frutteto. Con un’area Forum, un’area commerciale dedicata alle trattrici e alle macchine specializzate per vigneto, frutteto, i trattori isodiametrici e i cingolati, ma anche i prodotti, le attrezzature, i servizi e i prodotti e il vivaismo per il vigneto e frutteto. All’esterno, le aree demo per le prove tecniche di macchinari e cantieri specializzati combinati. Quello delle macchine per vigneto e frutteto è un segmento in cui la leadership dei costruttori italiani è riconosciuta dai numeri e dal volume delle esportazioni, intorno all’80 per cento.

Fieragricola offre ai visitatori un percorso completo anche sui servizi dedicati all’attività agricola: analisi chimiche, informatica e software per l’agricoltura, ricerca agronomica, servizi assicurativi, bancari, di telecomunicazioni, stampa tecnica, enti, istituzioni e associazioni di categoria.

Ci indichi tre buoni motivi per cui un’azienda tedesca o austriaca dovrebbe esporre a Fieragricola

Ci sono diversi motivi.

Innanzitutto, la vicinanza geografica di Austria e Germania all’Italia è il primo fattore strategico. L’elemento territoriale non è trascurabile per Paesi che hanno tecnologie innovative da esportare. Ci riferiamo, in particolare, alla meccanica, ma anche e soprattutto al settore delle energie rinnovabili.L’agricoltura italiana sta attraversando una fase di profonda trasformazione, ma con uno slancio che non si vede in altri comparti. L’agroalimentare, in una visione più ampia, sta vivendo un momento positivo, trascinato dall’immagine che il Made in Italy è riuscito a conquistare, grazie alla propria qualità. Veronafiere, che da sola detiene il 45 per cento delle manifestazioni dedicate all’agroalimentare in Italia, è un ottimo osservatore delle dinamiche evolutive dell’agricoltura, per quanto concerne Fieragricola, ma del comparto nel suo complesso se prendiamo più ampiamente la rete di fiere gestite, da Siab ad Eurocarne, da Sol&Agrifood a Vinitaly.

Soffermandoci al settore strettamente primario, la tendenza registrata a livello europeo in termini di concentrazione delle imprese agricole si sta affermando anche in Italia. Il numero di aziende è infatti in diminuzione. I dati del censimento agricolo del 2010 indicano un calo rilevante rispetto al censimento precedente nel 2000 (-32,4 per cento), al quale non è seguito un crollo delle superfici utilizzate, che si attestano sui 12,9 milioni di ettari (-2,5 per cento).

Né è in atto un fenomeno di abbandono della terra, ma anzi sta avvenendo l’opposto, secondo alcune fonti. La conseguenza è che aumenta la superficie media coltivata (7,9 ettari, +44,2 per cento), mentre la zootecnia, pur con fasi alterne, tiene abbastanza il passo.
Un simile contesto richiede dunque agli agricoltori di innovare, di diversificare, di investire per rimanere sul mercato. Confrontarsi con realtà più competitive, come quelle del Nord Europa. Di conseguenza, questo scenario rappresenta una opportunità per gli espositori.

Ecco perché diventa strategico per le imprese provenienti da Germania e Austria non perdere Fieragricola.
Se guardiamo ad esempio al settore delle energie rinnovabili, il trend di crescita, soprattutto nelle regioni in un raggio di 350 chilometri da Verona, sono quelle che hanno un ritmo di cecità in termini di investimenti in agroenergie e nel volume di risorse comunitarie utilizzate che non ha nulla da invidiare rispetto alle regioni più all’avanguardia dell’Unione europea».

Ci illustri in breve il profilo del “visitatore tipo” di Fieragricola (professione, nazionalità, scopo della visita)

Dai dati raccolti possiamo fare un identikit piuttosto dettagliato dei visitatori di Fieragricola.

Nell’ultima edizione del 2012:

  • oltre il 30% erano imprenditori agricoli professionali
  • il 7,3% allevatori
  • il 7,4% professionisti delle agroenergie
  • il 6,1% dealer
  • il 5% produttori di macchine e tecnologie

I visitatori stranieri, quasi il 15% del totale, sono risultati provenienti da 82 Paesi nel mondo, di una forte presenza dalla Slovenia, Germania, Austria, Serbia, Croazia, Svizzera, Romania, Francia, Regno Unito.

Questi elementi, insieme al fatto che l’Italia rimane il più sicuro e dinamico mercato dell’Europea mediterranea agricola nel quale investire con la garanzia di un ritorno profittevole, sono certo che spingeranno un numero superiore di espositori di Austria e Germania ad investire su Fieragricola di Verona.

FIERAGRICOLA_NOdate

Lascia un commento