Settore piastrelle: l'industria italiana che fattura 3,6 miliardi di euro all'estero

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Quasi l’80% del fatturato dell’industria delle piastrelle italiane arriva dall’export. Un dato molto significativo per descrivere le forze e le debolezze di un settore che in totale fattura 4 miliardi e mezzo di euro.

Per descrivere quest’industria italiana oggi pubblichiamo alcuni estratti di un report realizzato dalla Hansa Unternehmensberatung, società tedesca di consulenza aziendale specializzata nel settore delle piastrelle e del materiale da costruzione.

Qui è possibile scaricare il report integrale, in tedesco.

Le debolezze italiane e i vantaggi dell’internazionalizzazione

Il rapporto sottolinea gli elementi che frenano il settore (tra cui la congiuntura economica, il basso credito concesso dalle banche, la burocrazia). E sottolinea come l’internazionalizzazione e l’apertura verso il mercato estero (da cui arrivano  3,6 miliardi di euro di fatturato dei 4,5 totali) siano necessari per le aziende del settore.

I dati dell’industria italiana delle piastrelle

  • Fatturato totale: 4,581 miliardi di euro
  • Fatturato export: 3,660 miliardi di euro
  • Fatturato Italia: 0,919 miliardi di euro
  • Vendita estero: 289,0 Mio. m²
  • Vendita Italia: 93,2 Mio. m²

Quattro “fatti” sul settore delle piastrelle

  1. La vendita in Italia negli ultimi 3 anni è diminuita regolarmente ed è scesa circa del 40%.
  2. La produzione è arretrata del 8,31% raggiungendo i 367,5 milioni di metri quadrati.
  3. L’associazione dei produttori di piastrelle ha in totale 159 soci, per un totale di 21.355 lavoratori (- 3,7 %).
  4. Nonostante la crisi negli ultimi anni sono stati investiti ancora 255,5 milioni di euro.

Le note positive

Dal report si evince come i prodotti italiani siano però estremamente apprezzati all’estero:

“Nonostante la situazione tendenzialmente negative l’industria italiana delle piastrelle ha delle imprese decisamente interessanti e importanti per il mercato europeo e internazionale“.

Per questo la strategia giusta, secondo i consulenti tedeschi, è quella di internazionalizzarsi e presentarsi uniti, in reti e associazioni, nel mercato europeo e internazionale.

Foto da qui: flickr/Guglielmo Celata

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