Jens Schattner: ecco perché l'automotive italiano deve internazionalizzarsi

Quale strategia per le aziende italiane dell’automotive? Aprirsi, accettare la globalizzazione e internazionalizzarsi.

Questa è l’opinione di Jens Schattner, analista della Macquarie Automotive Research: una società internazionale che segue il mercato dell’auto in Europa e nella regione asiatica.

Nella passata intervista a Gianmarco Giorda, direttore dell’ANFIA, pubblicata la scorsa settimana si era parlato del plusvalore dell’industria italiana dell’auto. La voce di oggi racconta l’altra faccia della medaglia e “un settore al momento sotto grande pressione”, come anche nel resto d’Europa.

Il leitmotiv delle due interviste è però unico: l’internazionalizzazione è fondamentale per le aziende italiane dell’automotive. Così, continua Schattner, “per garantirsi una buona quota di mercato, un produttore italiano deve seguire l’esempio di marchi come la Fiat o la Pirelli, che suppliscono alle debolezze del mercato locale grazie a una forte presenza all’estero”.

Di seguito potete guardare l’intervista integrale in tedesco [si possono attivare i sottotitoli in italiano] e leggere la traduzione.

L’industria italiana dell’automobile, l’opinione dell’esperto

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Il Macquarie Automotive Research: una breve presentazione

Il Macquarie Automotive Research è composto da circa 16 analisti in tutto il mondo. Di questi, io sono uno dei due analisti di base in Europa. Gli altri 14 analisti seguono la regione asiatica nel settore dell’auto. In Cina, in Corea del Sud, in Giappone e in India, abbiamo analisti versatili che coprono questo settore.

La situazione attuale del mercato italiano dell’automobile: una valutazione

Il mercato italiano dell’automobile è al momento sotto grande pressione. Partiamo dal presupposto che questo anno, dal punto di vista dell’industria dell’auto, il volume di mercato si attesta a circa 1,3 milione di unità. Un valore purtroppo chiaramente inferiore ai 2,5 milioni di unità, valore registrato nel 2010. Ciò vuol dire che il mercato italiano dell’automobile ha a che fare con una grande sovracapacità produttiva. Ancora più alta di quella che si vede in Europa, con un eccedenza dal 30% al 40%.

Come può un produttore garantirsi una buona quota di mercato?

L’industria italiana si avvantaggia di una presenza, continua e costruita nel tempo, in America Latina. Così, ad esempio, un produttore di automobili come FIAT o un produttore di gomme come Pirelli hanno una posizione molto forte e dominante nel mercato latino americano dell’auto e delle gomme, e per questo che questi marchi sono nella posizione di supplire alle debolezze di mercato in Italia e in Europa con le grandi quote di guadagno che al momento generano in America Latina.

La direzione strategica dell’industria automobilistica italiana: i prossimi 5 anni

Penso che una importante decisione strategica per le imprese italiane stia nell’internazionalizzazione. La globalizzazione sta avanzando. Il potenziale di crescita rimarrà molto limitato a medio termine in Europa, mentre il potenziale di crescita negli Emerging markets come il Brasile, la Cina e la Russia continuerà ad aumentare.

Dobbiamo quindi far presente che nei prossimi 2-3 anni un’impresa europea ricaverà più di metà del suo fatturato all’estero. Questo vuol dire che ora è importante per le imprese italiane di aprirsi, accettare la globalizzazione e di internazionalizzarsi.

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