Uno stage a Berlino per capire come valorizzare il Made in Italy e l'italianità all'estero

Chiara-GinnettiChiara Ginnetti è una specializzanda in Economia delle Imprese con indirizzo in Marketing che ha scelto di trascorrere il suo ultimo semestre universitario come stagista per la Camera di Commercio Italiana di Berlino.

Appassionata di promozione dell’italianità all’estero e del Made in Italy, Chiara è stata “assegnata” al progetto Marchio Ospitalità Italiana, il progetto della CCIG per la promozione dei ristoranti italiani di qualità in Germania a cui abbiamo dedicato una rubrica anche su ItaliaGermania.

Conclusosi di recente il suo periodo di tirocinio presso la CCIG, Chiara cerca di tirarne le somme, raccontandoci questa e altre attività svolte nell’Ufficio di Berlino e cosa si è portata a casa dalla sua esperienza in Germania.

Chiara Ginnetti: come abbiamo valutato i ristoranti italiani a Berlino per il Marchio Ospitalità Italiana

“Sin dai primi giorni del mio tirocinio formativo presso la sede di Berlino della CCIG sono stata coinvolta in stimolanti attività e progetti dell’Ufficio. Lo stage ha avuto inizio con un evento serale, a cura di “Lucca Promos” ed in collaborazione con la CCIG e l’Ambasciata Italiana a Berlino, nell’ambito del quale mi sono occupata, con gli altri colleghi, di alcuni aspetti organizzativi dell’evento.

Recependo il mio interesse per il Made in Italy e la promozione dell’italianità all’estero, la Direzione dell’Ufficio della CCIG di Berlino ha deciso di assegnarmi la gestione del progetto “Marchio Ospitalità Italiana-Ristoranti Italiani all’Estero 2013”, nell’ambito del quale sono stata cooptata come singolo e principale referente per Berlino.

Con riferimento alle specifiche competenze dell’Ufficio di Berlino, il progetto prevedeva  un’analisi a 360° di alcuni esemplari ristoranti italiani a Berlino, al fine di poter elaborare per ognuno di essi una “scheda personale”, sulla base della quale il Comitato di Valutazione avrebbe assegnato ai ristoranti, ritenuti meritevoli, il “Marchio Ospitalità Italiana 2013”.

A tal fine, l’analisi si è ristretta a cinque ristoranti, presso i quali, a seguito di specifici sopralluoghi, ho esaminato la struttura fisica del locale che doveva presentare  aspetti caratteristici di italianità e l’impiego di prodotti enogastronomici del nostro Paese.

Specificatamente, abbiamo verificato il grado di utilizzazione, da parte dei ristoranti presi in esame, di olio extravergine di oliva DOP nella preparazione dei piatti, di marche di caffè di origine italiana, di vini italiani di tipo IGT, DOC e DOCG, nonché di tutti quei prodotti italiani IGP e/o similari. Ulteriore aspetto fondamentale, nell’analisi dei ristoranti prescelti, è stato l’osservazione della mise en place di ogni locale in esame e l’attività svolta dal personale in cucina e in sala, che il progetto richiedeva essere almeno per il 90% di origine italiana o, in subordine, in possesso di un’ottima conoscenza della lingua italiana. Per completezza di  studio, le informazioni acquisite sono state corredate con foto e interviste svolte con tutto il personale. Ciò mi ha consentito di entrare maggiormente nella quotidianità dell’attività di ristorazione, potendone così avere una più realistica ed esaustiva comprensione.

La piena responsabilità, assegnatami dall’Ufficio di Berlino, mi ha posta di fronte ad un particolare impegno che, a detta dei miei superiori, sono riuscita a gestire con successo.  L’autonomia e la discrezionalità, che mi sono state concesse per lo svolgimento  dell’incarico, nonché l’interazione diretta con i responsabili e i partecipanti al progetto medesimo hanno certamente contribuito alla mia crescita professionale e personale.

Sono grata per la fiducia che la Direttrice ed i colleghi della CCIG hanno deciso di riporre in me, assegnandomi piena responsabilità per il suddetto progetto, fino alla sua completa realizzazione.

A metà maggio, concluso l’impegno nel progetto Marchio Ospitalità Italiana 2013“, mi sono dedicata, oltre alle mansioni di tipo ordinario dell’Ufficio, ad attività di ricerca e di analisi del settore agroalimentare italo-tedesco; ciò al fine di offrire informazioni di base e un’efficace assistenza ad imprese che intendano affacciarsi sui mercati agroalimentari, tedesco ed italiano. Sempre nell’ambito del settore agroalimentare e della promozione di prodotti Made in Italy all’estero, specificatamente in Germania, ho contribuito all’organizzazione di un “Seminario sul Vino Chianti”, con degustazione e cena di contorno, reclutando gli operatori di settore che hanno sede a Berlino.

Ho apprezzato molto la possibilità di partecipare personalmente ad eventi promossi dalla Camera ed organizzati anche avvalendosi del lavoro offerto da noi stagisti. Dà sempre grande soddisfazione vedere realizzati eventi e manifestazioni per le quali si è lavorato e ci si è impegnati con dedizione.

La Camera di Commercio Italiana per la Germania ha inoltre ampliato la mia esperienza di lavoro, offrendomi la possibilità di svolgere un tirocinio in collaborazione con la filiale tedesca di uno dei suoi soci, la società di comunicazione di impresa Barabino & Partners, importante realtà italiana nel settore, avvicinandomi così ad aspetti della comunicazione che, diversamente, non avrei avuto modo di conoscere ed approfondire.

Conclusasi da poco questa mia ricca esperienza lavorativa, cerco ora di  tirarne le somme. Risulta difficile esprimere in breve quanto un’esperienza extra-universitaria di questa portata abbia non solo arricchito il mio bagaglio professionale, ma anche quello personale. Mi basterà sottolineare che oggi sento di avere più stimoli a crescere professionalmente e mi auguro che i rapporti di lavoro ed umani instaurati costituiscano in futuro una solida realtà di riferimento per sviluppare nuovi interessanti progetti.”

 

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