Perché uno stage a Francoforte: mettersi alla prova ed acquisire esperienza

M.BalconiMiriam Balconi, specializzanda in Relazioni Internazionali, ha scelto di trascorrere il suo ultimo semestre universitario come stagista per la Camera di Commercio di Francoforte.

Concludendo in questo modo il suo percorso accademico, sente di aver maturato un’esperienza che saprà dar frutti nel suo futuro in Italia. Conscia che uno stage all’estero è stata una scelta lungimirante per la sua formazione professionale, Miriam descrive il suo primo impatto con una realtà che le si presenterà alla fine dei suoi studi.

“Il primo impatto col mondo del lavoro in un ufficio é stato piuttosto duro: per tutta la prima settimana sono tornata a casa col mal di testa perché non ero abituata a passare tutto quel tempo davanti al computer e alle 11 ero già pronta per andare a letto! Col tempo però la situazione é migliorata e quella alla Camera si é rivelata essere un’esperienza estremamente positiva.”

Ormai alla fine del suo tirocinio, Miriam ci racconta i motivi della sua scelta e le impressioni raccolte in questi ultimi mesi.

Miriam Balconi: cosa porterò con me da Francoforte

Sono capitata alla Camera di Commercio di Francoforte un po’ per caso: per concludere il mio percorso universitario (laurea specialistica in Relazioni Internazionali presso la Fondazione Milano) mi veniva richiesto di trascorrere il quarto e ultimo semestre svolgendo uno stage presso un’azienda.

Quelle convenzionate con l’università però si trovavano tutte in Italia, mentre io avevo deciso di fare un’esperienza all’estero (di nuovo!) per mettermi alla prova, stavolta dal punto di vista lavorativo, e per arricchire il mio curriculum in vista di settembre, quando dopo la laurea cercherò un lavoro in Italia. A fronte delle decine di CV mandati la risposta della Camera é stata quella più veloce ed é stato così che ho fatto i bagagli e da inizio febbraio mi sono trasferita a Francoforte, dove sono rimasta fino a fine giugno.

Durante la mia permanenza mi sono occupata dei compiti più svariati: ho collaborato all’organizzazione di diverse fiere (Prowein, Vinitaly), ho svolto dei servizi di ricerca di indirizzi, marketing telefonico e sondaggio prodotto, ho partecipato a serate ed eventi organizzati dalla Camera (tra cui il Forum Economico Italo-Tedesco) e ho avuto anche l’occasione di assistere ad un corso di una giornata sul marketing telefonico organizzato apposta per i dipendenti della Camera.

Fotocopie fatte e caffè preparati: solo un paio.

Il primo impatto col mondo del lavoro in un ufficio è stato piuttosto duro: per tutta la prima settimana sono tornata a casa col mal di testa perché non ero abituata a passare tutto quel tempo davanti al computer e alle 11 ero già pronta per andare a letto! Col tempo però la situazione è migliorata e quella alla Camera si è rivelata essere un’esperienza estremamente positiva: anche se 5 mesi passano in fretta ho imparato molto, da come si risponde al telefono in tedesco (difficoltà bassa, ma i telefoni squillano in continuazione!) a come gestire le migliaia di tabelle Excel necessarie ad organizzare una fiera o degli incontri b2b (difficoltà media) ad accogliere ad un evento circa 300 persone da tutto il mondo avendo a disposizione solo una lista dove i presenti sono ordinati a volte per nome e a volte per cognome senza alcun criterio (difficoltà alta).

Tutte conoscenze che potrò sicuramente riutilizzare anche in una futura professione non necessariamente nel campo del marketing.

Per questo devo sicuramente ringraziare tutte le colleghe della Camera, che sono sempre state disponibilissime e pronte a spiegare e ad aiutarmi nonostante tutti i loro impegni; da loro ho imparato soprattutto come lavorare in team e come gestire più cose (molte cose!) contemporaneamente. L’arte del multitasking infatti é imprescindibile se si vuole lavorare in un ufficio così.

Futuri stagisti, siete avvisati!

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