Come tutelarsi dall'Italian sounding? Ecco le possibilità legali per difendersi dalla contraffazione

italian sounding

Il fenomeno dell’Italian sounding riguarda la vendita di prodotti che “suonano” come italiani [grazie a nomi e immagini che richiamano il Bel Paese], ma che in realtà di made in Italy hanno ben poco.

Secondo i dati Coldiretti, a livello mondiale l’Italian sounding fattura sopra i 60 miliardi di euro l’anno, quasi il triplo del valore delle esportazioni italiani di prodotti made in Italy [23,3 miliardi nel 2009]

All’interno del nostro appuntamento legale del lunedì, oggi abbiamo deciso di approfondire il tema dell’Italian sounding. Lo abbiamo collegato alla rubrica sul Marchio Qualità Italiana, dove  raccontiamo come promuovere la tradizione agroalimentare italiana. 

Ad aiutarci è il contributo dell’avvocato Rodolfo Dolce dello studio legale Dolce Lauda, che ci ha spiegato quali sono le vie legali per difendersi dalla contraffazione. .

L’avvocato Dolce: le possibilità legali per difendersi dall’Italian sounding

L’origine italiana di un prodotto agroalimentare è per il consumatore tedesco un forte incentivo all’acquisto. È dunque comprensibile che molti produttori tedeschi tendano a “italianizzare” la confezione del loro articolo, prodotto in Romania, Polonia e così via.

I “veri” produttori italiani notano questo furto d’immagine e di proprietà intellettuale in fiere del settore ma anche in tutti i supermercati tedeschi, dove l’Italian sounding è da tempo un fenomeno diffuso. Si tende tuttavia a tollerare a malavoglia il fenomeno, sia perché le controparti sono spesso potenti catene della grande distribuzione, ma anche per mera inconsapevolezza sulle possibilità di tutela che non sono limitate a marchi registrati e a denominazioni di origine.

Come tutelarsi contro i prodotti Italian sounding in Germania: un esempio

Nel seguito esponiamo la via di tutela contro i prodotti che nella loro confezione forniscono al consumatore l’immagine di italianità che il prodotto in verità non possiede. Tralasciamo i casi dove la tutela è ovvia, come la violazione di proprietà intellettuale registrata oppure la errata denominazione di provenienza di un prodotto con un’origine tutelata da un regolamento UE.

Come esempio si produce la confezione di una pizza surgelata con un marchio proprio di un grande gruppo tedesco (“Da Marco”). Si notano i connotati tipici dell’Italian sounding:

Italian sounding Da Marco

 [Prodotto ritirato dal produttore tedesco dopo il primo intervento]

  • I colori del tricolore: verde-bianco-rosso
  • Nomi italiani: “Da Marco”
  • Un’immagine italiana con un cuoco di aspetto sicuramente non nordico
  • E infine, come elemento più importante, la dicitura “autentico italiano”

Un prodotto simile, in Italia, con i reciproci connotati tedeschi sarebbe ugualmente illecito; il competitore tedesco avrebbe in Italia la possibilità di rivolgersi all’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) e richiedere un intervento.

In Germania invece il controllo della legittimità della pubblicità è affidato esclusivamente al mercato, cioè al concorrente o a specifiche associazioni. In altre parole, se il concorrente italiano che produce una pizza surgelata con autentici ingredienti italiani e con un’autentica ricetta, deve personalmente “muoversi” e chiamare il produttore tedesco in giudizio, dopo ovviamente averlo diffidato.

In Germania la diffida in una buona parte dei casi è già sufficiente per ottenere il risultato. Spesso i produttori tedeschi sanno di non essere in regola con la loro confezione e pubblicità e, una volta diffidati, cambiano dicitura e ritirano la confezione dal mercato.

Se questo non avviene in via spontanea, i tribunali tedeschi offrono con il provvedimento d’urgenza, che il concorrente può tuttavia chiedere solo se ha avuto recentemente conoscenza del prodotto tedesco contraffatto (massimo 4 settimane), uno strumento molto efficiente per “ripulire” il mercato, come è successo anche con la pizza tedesca “Da Marco” sopra riportata che tramite un provvedimento del tribunale di Francoforte ha dovuto cambiare confezione e viene commercializzata oggi senza dicitura “autentico italiano”.

Nei casi più frequenti, il provvedimento contro il falso italiano non si basa dunque su una violazione di un marchio registrato o di una provenienza d’origine tutelata da un regolamento UE, ma sulla legge a tutela della concorrenza leale. Questo comporta che ciò che porta la confezione a varcare, dai margini del lecito, il confine dello sleale non è facile a definire. L’orientamento del giudice tedesco segue l’aspettativa del consumatore tedesco medio. Questa ovviamente è soggetta a cambiamenti: mentre negli anni 60 e 70 la dicitura “Ristorante italiano” comportava anche l’italianità del titolare o almeno del cuoco, oggi forse il concetto della nazionalità è superato e sembra essere sufficiente che le ricette applicate dal cuoco indiano o pachistano siano almeno italiane. Se anche quelle tuttavia non lo sono, nulla osta a richiedere anche contro un esercizio gastronomico, che vende qualcosa di italiano che italiano non è, un provvedimento d’urgenza.

I criteri per giudicare l’Italian sounding

Esponiamo di seguito un prospetto che contiene diversi criteri che possono portare al raggiro del consumatore e indurre il giudice a rilasciare il provvedimento.

Elementi contraddistinti con +++ possono anche da soli essere sufficienti, gli altri devono essere valutati nel loro insieme; quello che conta e l’impressione generale che la confezione o la pubblicità crea nella mente del consumatore interessato.

[+++]

  • Falsa denominazione di origine [Italia al posto di altro luogo]

[++]

  • Falsa ricetta italiana

[+]

  • Tricolore italiano
  • Confezione con ambiente tipico italiano per il consumatore tedesco [paesaggi o scene napolitane, Gondola, Colosseo, etc.]
  • Nomi italiani [San Lorenzo, Da Mamma, etc.]
  • Dicitura italianizzante [Primana, Caffettone, Valbontà, etc.]

italian_sounding_2

[Altro esempio di Italian Sounding risolto con un intervento d‘urgenza]

 Foto di apertura: flickr/Antonio_Trogu

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