Come funziona lo smaltimento degli imballaggi in Germania? La testimonianza di chi ci lavora da 20 anni

Per comprendere meglio la logica della normativa sugli imballaggi e minimizzare il rischio di errore nella scelta della soluzione ideale e del partner adeguato, abbiamo raccolto in un video la testimonianza di Dieter Arning, Responsabile Relazioni Estere di Landbell AG.

Nel suo intervento Dieter Arning racconta gli anni che hanno portato da una situazione di allerta alla normativa sugli imballaggi oggi in vigore. Una storia che inizia così:

“Alla fine degli anni 80 inizio 90 si è riscontrato in Germania che la capacità di ricezione delle discariche andava diminuendo.”

e finisce con una nota positiva sulle collaborazioni che Landbell ha avuto con le imprese italiane:

“noi abbiamo acquisito un centinaio di clienti italiani in questi anni ed abbiamo riscontrato una puntualità nel pagamento eccezionale e una percentuale degli insoluti vicina allo 0.1%”.

Sono 12 minuti di video rubati durante l’intervento di Dieter Arning a Vicenza: un video da consumare mentre svolgete lavori che richiedono una bassa concentrazione, o da leggere nella trascrizione qui di seguito.

Il mercato tedesco ed il problema degli imballaggi: ottimizzare i costi all’esportazione

 

Alla fine degli anni 80 inizio 90 si è riscontrato in Germania che la capacità di ricezione delle discariche andava diminuendo.

Sono state fatte delle ricerche per trovare dei metodi per ridurre i rifiuti che vanno in discarica e ne è risultato che  il 40/45% di questi rifiuti erano costituiti da imballaggi, che al contempo costituivano anche delle importanti risorse di materie prime, bloccate nelle discariche.

Viene quindi sviluppato un regolamento che obbliga i produttori di prodotti imballati a ritirare gli imballaggi emessi sul mercato. Ovviamente i produttori di prodotti imballati, non erano in grado di gestire il ritiro, da qui la necessità di sviluppare quello che poi verrà chiamato il Sistema Duale. Tra i promotori di questo sistema ci sono grossi marchi tedeschi come Aldi, ma anche la italiana Ferrero, che hanno organizzato un consorzio che, da società no profit, ha il compito di gestire gli imballaggi in maniera responsabile.

All’inizio questo sistema funzionava male, perché solo pochissimi dei produttori di materiali imballati riuscivano a gestire il ritiro e il recupero degli imballaggi. Però col tempo la procedura si è sviluppata in senso positivo e la presenza del bollino con simbolo delle due frecce che si inseguono all’interno del cerchio, ha acquisito importanza nel sistema di vendita degli imballaggi in Germania.

Si rimaneva però in un monopolio, quindi i produttori di materiali imballati avevano problemi ad interfacciarsi con l’unica impresa responsabile dello smaltimento, come spesso succede in questi casi dove al partner onn viene lasciata possibilità di compiere delle scelte.

La Landbell si era proposta già dal 1995 di spezzare questo monopolio, e con il supporto della unione Europea nel 2003 riesce a presentarsi come competitor nel mercato degli imballaggi.

Nel 2003 l’Unione Europea ha concesso anche alla Landbell la gestione e il recupero degli imballaggi, chiamato Sistema Duale, poiché si tratta di un secondo sistema di recupero accanto a quello dei rifiuti domestici.

Ci sono voluti 5 anni alla Landbell, dal 2001 al 2006 per ottenere le autorizzazioni in tutti i Land della Germania al recupero degli imballaggi in questo Sistema Duale. La Landbell, come capofila di questo tipo di nuovo sistema di raccolta , ha dovuto contrastare tutte le difficoltà anche a livello politico perché c’erano degli interessi contrastanti da un Land all’altro. Una volta  sfondato questo muro, si sono inserite altre imprese che con molte meno difficoltà hanno ottenuto le licenze per questo tipo di lavoro.

Attualmente ci sono 10 imprese che lavorano nel Sistema Duale. Di queste 10 imprese 6 sono molto attive, altre 4 sono ancora ai margini come quantità di fatturato. La buona notizia è che dall’inizio il costo dello smaltimento dei rifiuti è diminuito del 50% rispetto al costo per il produttore in situazione di monopolio.

Le difficoltà ad ottenere la licenza sugli imballaggi sono aumentate, per cui dal 2008 in avanti c’è stata una diminuzione del numero delle ditte che sono riuscite ad ottenere una licenza 70% . Il legislatore ha deciso di rendere il regolamento molto più preciso, varando una nuova normativa in vigore all’inizio del 2009. La normativa prevede che il produttore deve chiedere una licenza, a pagamento, ed il pagamento della licenza libera il produttore dall’obbligo dello smaltimento dell’imballaggio. Lo smaltimento viene assunto da imprese come la Landbell che se ne occupano in luogo del produttore.

L’obbligo di recupero implica in primiis l’obbligo di ritiro dell’imballaggio una volta svuotato. La Landbell si avvale di una rete di collaboratori e sub-fornitori che ritirano gli imballaggi con una copertura completa su tutta la Germania, dal nord al sud. La Landbell fattura 60/70 milioni l’anno, coprendo il 10% di un mercato che complessivamente, compresi i costi del ritiro dall’utilizzatore finale e del recupero, è di circa 600/700 milioni di Euro.

L’utilizzatore finale è colui che consegna l’imballaggio svuotato, quindi colui che avrà usufruito del prodotto importato e venduto in Germania. Non si tratta necessariamente di un privato, può infatti essere anche un ristoratore o un albergatore che svuota il contenitore che diventa così un rifiuto. Eccezione alla regola sono tutti quegli imballaggi monouso, come le borse della spesa, la carta del panettiere o del macellaio, le stoviglie monouso che vengono utilizzate una sola volta. In questo caso portano in licenza, anche colui che le mette in commercio per la prima volta.

Mentre in italia la licenza  viene data a chi produce gli imballaggi, in Germania funziona al contrario: deve pagare la licenza chi riempie l’imballaggio. 

La domanda principale che ci viene fatta nei nostri convegni all’estero è: “Chi deve pagare la licenza, il produttore, l’esportatore?”

E’ obbligato ad acquistare una licenza colui che al momento del passaggio del confine ha la responsabilità della merce. Questo significa che se il vostro cliente tedesco viene a ritirare la merce nella vostra fabbrica si prenderà la responsabilità, al contrario se voi con il vostro vettore portate la merce in Germania, sarete voi a pagare per la responsabilità. Come spesso avviene nel settore dei trasposti potete mettervi d’accordo con il vostro partner per passare l’obbligo della licenza al vostro trasportatore: una cosa che sconsiglio perché nel momento in cui uno assolve l’obbligo di licenza ha anche il controllo di ciò che viene poi fatto.

Infine una nota di merito: noi abbiamo acquisito un centinaio di clienti italiani in questi anni, abbiamo riscontrato una puntualità nel pagamento eccezionale e una percentuale degli insoluti vicina allo 0.1%.

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