La Germania che abbiamo visto da Vicenza

Siamo stati al seminario di Confindustria Vicenza che ha promosso l’export verso la Germania come opportunità di crescita per il tessuto industriale locale.

Abbiamo ascoltato gli interventi di diversi professionisti che operano tra i due mercati – compreso quello di Francesca Regina, direttrice della sede berlinese della CCIG – preceduti dall’analisi di Luca Paolazzi, Direttore del Centro Studi di Confindustria, di cui vogliamo riportare un paio di passaggi.

I venti contrari alla ripresa

Luca Paolazzi, in video conferenza da Roma, sottolinea come il mercato europeo sia il più ricco nel mondo in termini di dimensioni di PIL, e che, essendo più vicini culturalmente, sono un ottima occasione per la fase di lancio/test/implementazione dei propri prodotti.

Secondo Luca Paolazzi tra gli elementi a contrasto della ripresa ci sono:

  1. il deleveraging, cioè la diminuzione della leva: negli scorsi anni c’è stato boom del credito e di indebitamento dei privati. Le banche hanno erogato credito oltre il disponibile. Oggi si tende maggiormente al risparmio da parte delle famiglie e alla minor disponibilità a dare credito da parte delle banche;
  2. le bolle immobiliari: in molti paesi i prezzi nell’immobiliare sono in forte crescita. Oggi siamo in fase di sgonfiamento delle bolle;
  3. l’alto tasso di disoccupazione che riduce la proprietà di acquisto e quindi i consumi. Inoltre più tempo una persona è disoccupata, peggiore è il suo aggiornamento professionale in termini di know how.

Tutti elementi che, nonostante le previsioni di crescita ridotte per i prossimi due anni, mettono la Germania in posizione di vantaggio.

Se infatti in molti i paesi c’è stato un aumento dei prezzi delle case – particolarmente forte in Spagna, in Italia siamo in fase di sgonfiamento, in Olanda lo scoppio della bolla immobiliare è appena iniziato, mentre in francia la bolla deve ancora scoppiare – in Germania i prezzi stanno aumentando con moderazione perché non c’è stata bolla in precedenza.

Quindi uno dei tre elementi di contrasto in Germania si rivela essere debole.

Per quanto riguarda gli altri due elementi, la presentazione di Francesca Regina risponde involontariamente evidenziando tra i fattori che influiscono sulla stabilità economica della Germania

  • la prosperità del mercato del lavoro, con cifre record sull’occupazione che non si avevano dai tempi dell’unificazione delle due Germanie,
  • e l’aumento del potere d’acquisto dei cittadini tedeschi che porta ad aumento dei consumi privati, supportato dall’aumento dei prezzi al consumo moderato (attorno al 2%).

Se sulla crisi, insiste lo stesso Paolazzi, non c’è un vero e proprio segnale di svolta, è anche vero che “qualche cosa si inizia a vedere, per quanto riguarda l’Italia, soprattutto dai dati di richiesta di prodotti dall’estero”.

Se l’estero dev’essere una leva di ripresa, la Germania sembra essere un valido perno.

Lo storify dell’evento

http://storify.com/it_germania/exportgermania-a-vicenza

Foto da qui

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