Esportare l'impresa sociale in Germania [ItaliaGermania in pillole]

Cosa hanno in comune un seminario sull’impresa sociale italiana ed uno sulla mancanza di ingegneri di cui soffrono le regioni più ricche e della Germania?

Apparentemente nulla, soprattutto se si considera che in Germania l’impresa sociale non è così popolare come nel resto del mondo (l’unico caso di fallimento di The Hub è stato quello di Berlino) e che l’Italia non può vantare la stabilità e le dimensioni dell’industria tedesca.

Eppure Brescia e Schopfheim, le sedi dei due seminari, sono entrambe zone altamente industrializzate nei rispettivi paesi: Brescia vanta la camera di commercio con il più alto numero di iscritti in Italia, mentre a Schopfheim vi è la sede numerose industrie multinazionali.

Eppure il filo rosso che vogliamo evidenziare, forse forzatamente, è un’altro, e passa per un’altra città italiana: Trento. Ma iniziamo a seguirlo da Brescia.

Misurare l’impresa sociale

Al Colloquio Scientifico sono stati presentati due progetti il cui obiettivo è trovare adeguati indici di misurazione per l’impresa sociale.

Il primo, il modello SLoT, è finalizzato alla misurazione del Ranking sociale di un territorio. A svilupparlo una collaborazione tra la Camera di Commercio e il Politecnico di Torino.

Sulla stessa via sembra essere anche il paper presentato da Alessandra Dal Colle di Banca Prossima e Marco Ratti di Intesa Sanpaolo: Defining and measuring “social value”. Challenges for nonprofit organizations.

Ed è proprio la misurazione del ranking sociale che, se incrociata con altri indici può arrivare a conclusioni interessanti: si potrebbe arrivare a determinare il rapporto che intercorre tra la presenza di imprese sociali e quella di imprese ad alto tasso di innovazione tecnologica in un determinato territorio. O tra imprese sociali e start-up. Ovvero tra presenza di imprese sociali e capacità di attrarre laureati.

Ci si potrebbe trovare di fronte ad una interessante leva competitiva tutta italiana, data l’esperienza centenaria di cooperative, associazioni e mutualismo informale del paese. Un’importante asset che potrebbe portare imprese internazionali a valutare un proprio insediamento nel paese nonostante altri indici non siano altrettanto competitivi.

Un caso studio: Trento

Poi vi è Trento, Provincia a statuto autonomo, anch’essa, come Schopfheim, caratterizzata in passato da una bassa attrattività per lavoratori della conoscenza, ma che oggi rappresenta un caso studio per l’alta concentrazione di membri della classe creativa, nonostante non abbia le dimensioni e l’offerta di Barcelona, Milano, Berlino o la stessa Silicon Valley.

Gli ingredienti sono da cercarsi ovviamente nei grandi investimenti sull’Università e nella Ricerca e Sviluppo, nell’alta qualità della vita, nella fiscalità speciale di cui la provincia gode, ed in altri fattori che hanno facilitato la costruzione di un tale ecosistema. E fra questi, una volta in possesso di indici e dati, potremmo scoprire che anche l’impresa sociale ha avuto il suo ruolo.

Esportare l’impresa sociale italiana

Vicino a Trento, a Rovereto, è sorto il primo The Hub non urbano. A Riva del Garda si svolge annualmente il Workshop sull’impresa sociale organizzato da Iris Network, l’Associazione italiana degli Istituti di Ricerca sull’Impresa Sociale, con sede.. a Trento.

Se si considera il suo mezzo milione di abitanti, la provincia trentina vanta almeno un incubatore di impresa sociale presente solo in grandi città del mondo (nessuna tedesca), un evento di settore dove l’anno scorso si parlava inglese in almeno una delle 7 sessioni in corso, un meeting point per tutti i centri di ricerca sull’impresa sociale nazionali.

Gli ingredienti alla base del modello trentino rappresentano un vantaggio competitivo non solo per attrarre di imprese e cervelli, ma anche qualora gli attori di questo modello volessero internazionalizzarsi, per esempio a Schopfheim, dove università, soldi e qualità della vita non mancano, ma dove manca la risorsa di cui l’Italia è piena: l’esperienza nell’impresa sociale.

Foto Schopfheim da qui

2 risposte a “Esportare l'impresa sociale in Germania [ItaliaGermania in pillole]”

  1. Roman

    La domanda che mi sorge è, perché gli incubatori di impresa sociale non hanno avuto successo in Germania?

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    • admin

      Ciao Roman,
      le motivazioni sembrano risiedere nella maniera di fare impresa in Germania, caratterizzata da una forte componente sociale (molta CSR).

      “The German welfare state is predominantly built on social insurance systems. Broadly, Germans see their economy as a social market economy—that is, one that combines a capitalist mode of production with the belief that society should protect all of its members from economic and social need. This has a strong influence on the environment for social innovation throughout the country.”

      Tuyet Ngo (Young Foundation) e Norbert Kunz (IQ consult) http://www.socialinnovationeurope.eu/node/1905

      Resta l’impressione però che né il capitalismo, né i land tedeschi sembrano poter individuare e rispondere a determinati bisogni sociali (anche latenti, vedi l’esempio di Schopfheim).

      Infatti:

      “It will be interesting to see if German policy makers will be persuaded by the wider European community and their Europe 2020 strategy, to shift their paradigm from the existing social-technical system towards a broader concept of innovation, and whether such a shift will help Germany to achieve greater flexibility in solving its grand challenges.”

      Questo è il frutto della nostra ricerca, ed ovviamente siamo interessati a link o esperienze che confermino o smentiscano queste impressioni.

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