Diritto del lavoro in Germania: difficile licenziare quando l'azienda delocalizza [Legal Alert]

  • Perdere il lavoro se l’azienda delocalizza: quali tutele in Germania?
  • Quale contratto di lavoro per i dipendenti della società estera di un’impresa italiana?
  • Come funziona la tassazione degli straordinari in Germania?
  • Firme non leggibili? In Germania un precedente preoccupante.

Siamo al secondo appuntamento della rubrica Legal Alert e dato che in Italia la cosiddetta riforma Fornero è pronta ad entrare in vigore (18 luglio), abbiamo chiesto ai curatori della rubrica, lo studio legale Dolce • Lauda, di presentare alcune particolarità del diritto del lavoro, in Germania e in Italia.

Perdere il lavoro se l’azienda delocalizza: quali tutele in Germania?

Il precedente è stato creato da un dipendente di un’azienda tedesca dislocata in Svizzera a 60 Km dalla sede originaria. Il protagonista della vicenda si rifiuta di accettare il contratto propostogli dall’impresa svizzera, e così viene licenziato da quella tedesca “per cessazione dell’attività” . Impugnato il licenziamento, ha fatto causa all’azienda tedesca, vincendo.

La Corte Federale del Lavoro ha infatti accolto il ricorso del dipendente [decisione del 26.05.2011, RG. AZR 37/10], stabilendo così l’applicabilità del diritto del lavoro tedesco anche in caso di delocalizzazione dell’impresa:

Un licenziamento pronunciato per il dislocamento del ramo aziendale è illegittimo ai sensi del § 613a BGB.

Quale contratto di lavoro per i dipendenti della società estera di un’impresa italiana?

Anche in questo caso la storia inizia in un aula di tribunale: un dirigente della società di distribuzione australiana del gruppo Fiat aveva presentato ricorso contro la società capogruppo chiedendo che gli venissero riconosciute le condizioni più favorevoli previste dal diritto del lavoro italiano.

I Giudici della Cassazione gli hanno dato ragione, poiché il dirigente aveva fornito la prova che, nel caso specifico, la società capogruppo aveva esercitato una concreta ingerenza nel rapporto di lavoro con la società figlia, provvedendo a impartire direttive bypassando la direzione della società figlia.

Quindi, in base alla pronuncia della Corte di Cassazione, il dipendente di una società figlia che, nell’ambito di una catena distributiva o di prestazioni di servizi, riferisce direttamente alla casa madre, può essere considerato come dipendente della società capogruppo.

Come funziona la tassazione degli straordinari in Germania?

La Corte Federale del Lavoro tedesca ha stabilito l’inefficacia di una clausola inserita nelle condizioni generali di contratto predisposte dal datore di lavoro, in base alla quale si pattuiva che la remunerazione di eventuali ore straordinarie di lavoro doveva ritenersi compresa nello stipendio lordo applicabile.

Tale clausola viola il principio di trasparenza, poiché dal contratto di lavoro non si evincono la determinazione e la durata delle prestazioni lavorative a cui la clausola si riferisce [Sentenza del 17.08.2011, RG. 5AZR 506/10].

Firme non leggibili? In Germania un precedente preoccupante.

Con un’argomentazione insolita un dipendente è riuscito ad impugnare efficacemente il licenziamento notificatogli ed a vincere una causa molto onerosa contro il proprio datore di lavoro.

Il dipendente ha argomentato il difetto di forma del licenziamento, in quanto la firma del datore di lavoro non sarebbe stata leggibile. Il Tribunale del Lavoro dell’Assia (Giudice di secondo grado) gli ha dato ragione [RG. 13 SA 1593/10, Sentenza del 22.03.2011].

Poiché la decisione crea un precedente importante, essendo applicabile ad innumerevoli atti giuridici, riportiamo la massima:

“Una sottoscrizione di propria mano ai sensi del § 126 comma 1 BGB non sussiste, qualora la firma non sia in alcun modo riferibile al nome. Tale presupposto è integrato, qualora la firma consista di due segni con circa 1cm di distanza, il secondo segno venga apposto separatamente dal primo (senza che vi sia continuità), ed entrambi i segni siano caratterizzati da una forma ad arco con linea da destra verso sinistra, con un tratto verticale finale che termina, nel primo segno, con un archetto aperto verso destra, e nel secondo segno, con un archetto aperto verso sinistra. Nella parte centrale in alto tra i due segni si trova un punto”.

Lo studio legale Dolce • Lauda si dichiara preoccupato che molti lettori si identifichino con la sottoscrizione descritta.

Foto da qui

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