Sabrina Carbone: ho scelto la tracciabilità per dare giustizia alle realtà artigiane umbre

Il marchio Sati Bibò nasce da un’idea innovativa: da una borsa concept caratterizzata da una base su cui applicare delle cover intercambiabili, per avere una borsa sempre nuova senza cambiarne il contenuto.

Ma il marchio Sati Bibò nasce anche in una regione, l’Umbria, ricca di artigiani abili in lavorazioni tessili come la pellicceria, la lavorazione manuale del cachemire, ai ferri, all’uncinetto: “artigiani che usano le mani”.

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Sabrina Carbone ne è l’ideatrice e la designer, nonché nodo centrale di una filiera di artigiani dell’eccellenza:

“Ho scelto di certificarmi TF – Traceability & Fashion per dare giustizia a queste piccole realtà artigiane che altrimenti andrebbero scomparendo, e per far capire che il prodotto è tutto fatto manualmente in Umbria. Per questo ho partecipato anche al progetto A Touch of Umbria – Il tessile nel cuore d’Italia che parla della marche tracciate in Umbria”.

Tra reti di impresa e reti sociali

Sabrina ha saputo sfruttare al meglio le opportunità offerte dalle camere di commercio a lei vicine: la Camera di Commercio di Perugia e Unioncamere Umbria per A Touch of Umbria, Unionfiliere per TF – Traceability & Fashion.

“Essendo un marchio nuovo, la trasparenza è fondamentale, perché quando vuoi immettere una novità nel mercato devi per forza far capire al cliente da dove viene il tuo prodotto. Nel mio caso, questo si completa alla perfezione con l’artigianalità del prodotto”.

La trasparenza appunto. Ed ecco allora che i social media si rivelano degli ottimi strumenti per valorizzare la storia dei propri prodotti:

Al sito internet si affianca un blog dove Sabrina presenta le proprie e le altrui realizzazioni. Facebook e Twitter diventano dei canali efficaci per mantiene rapporti con i propri clienti (e spingere sul word of mouth). Fino a trovare social media di settore.

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